Prezzo fisso o variabile per luce e gas: come scegliere con i numeri
Pubblicato il venerdì 9 ottobre 2026 · di ConfrontaPro
Fisso o variabile? È la prima domanda di ogni venditore, e non ha una risposta giusta per tutti. Ha però dei numeri. In un anno il PUN, il prezzo all'ingrosso dell'elettricità, è passato da una media di 0,1104 €/kWh a settembre 2025 a 0,2075 €/kWh a settembre 2026. Il PSV del gas è passato da 0,3691 a 0,8374 €/Smc. Chi aveva un prezzo variabile l'ha sentito mese per mese. Chi aveva un prezzo fisso no, almeno fino alla scadenza.
Cosa vuol dire prezzo fisso
Con un'offerta a prezzo fisso, il prezzo della materia prima resta lo stesso per il periodo scritto nel contratto. Non sale se il mercato sale, non scende se il mercato scende. Fra le offerte per la casa che confrontiamo oggi, quasi tutti i prezzi fissi durano 24 mesi o più.
Fisso non vuol dire bolletta fissa. Cambiano i tuoi consumi, e cambiano le voci che non dipendono dal venditore: trasporto, oneri di sistema e imposte. Il prezzo fisso blocca solo la parte del venditore.
Cosa vuol dire prezzo variabile
Con un'offerta a prezzo variabile, detta anche indicizzata, il prezzo segue un indice di mercato: il PUN per la luce, il PSV per il gas. Paghi l'indice del periodo più uno spread, cioè la maggiorazione del venditore, scritta nel contratto. Se l'indice scende paghi meno. Se sale paghi di più, subito.
Il variabile non è più rischioso in sé: è più esposto. Ti fa pagare il mercato com'è, nel bene e nel male.
Cosa hanno fatto i prezzi nell'ultimo anno
Le medie mensili del PUN, in €/kWh:
- settembre 2025: 0,1104
- dicembre 2025: 0,1154
- marzo 2026: 0,1434
- giugno 2026: 0,1325
- settembre 2026: 0,2075
Le medie mensili del PSV, in €/Smc:
- settembre 2025: 0,3691
- dicembre 2025: 0,3249
- marzo 2026: 0,5779
- giugno 2026: 0,5003
- settembre 2026: 0,8374
E quindi? I prezzi non salgono in linea retta: scendono, risalgono, accelerano. Il valore di ogni giorno lo trovi nelle pagine PUN oggi e PSV oggi.
Prendiamo una famiglia che consuma 2.700 kWh di luce l'anno, cioè 225 kWh al mese. Con un'offerta variabile, la sola energia all'ingrosso è cambiata così:
(0,2075 − 0,1104) €/kWh × 225 kWh = circa 22 € in più al mese, circa 262 € in più l'anno.
È solo la parte all'ingrosso. La bolletta vera aggiunge spread, rete, oneri e imposte.
Confronta la tua bolletta e vedi le due strade con i tuoi consumi →
Quando scade il prezzo fisso
Il prezzo fisso ti protegge fino alla scadenza. Poi il venditore può proporti nuove condizioni. ARERA stabilisce come deve farlo. Ti deve mandare una comunicazione scritta intitolata «Proposta di rinnovo delle condizioni economiche con modifica delle medesime condizioni». Deve arrivarti almeno tre mesi prima che le nuove condizioni partano.
Quella comunicazione deve dirti la nuova spesa annua stimata e quanto cambia rispetto a prima. Deve dirti anche entro quando puoi rifiutare e recedere. Se non fai niente, le nuove condizioni si applicano. La data di scadenza del tuo prezzo, secondo ARERA, è scritta anche in bolletta.
Attenzione anche all'uscita anticipata. Per la luce ARERA consente al venditore di chiedere un onere di recesso anticipato solo nei contratti con un prezzo fisso. Quell'onere deve essere indicato chiaramente e approvato da te quando firmi.
Le domande da farti prima di firmare
- Per quanto tempo vale il prezzo, e cosa succede dopo?
- Se è variabile: su quale indice, e quanto è lo spread?
- Quanto è la quota fissa del venditore, in euro l'anno?
- Ci sono condizioni, come la domiciliazione bancaria o la bolletta via email?
- Se esco prima della scadenza, c'è un onere di recesso? Quanto?
Allora, fisso o variabile?
Dipende da tre cose: quanto paghi oggi, quanto consumi e quanto puoi permetterti che la bolletta cambi da un mese all'altro. Nessuno sa dire dove andranno i prezzi. Chi te lo promette ti sta vendendo qualcosa.
Quello che puoi fare è guardare le due strade con i tuoi consumi veri, prima di firmare.
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