Cambiare fornitore di luce e gas: cosa succede davvero
Pubblicato il venerdì 9 ottobre 2026 · di ConfrontaPro
Molte persone pagano troppo luce e gas per un solo motivo: hanno paura che cambiare fornitore sia complicato. Che resteranno al buio, che dovrà venire un tecnico, che ci saranno costi nascosti. Nella maggior parte dei casi non succede niente di tutto questo. Ecco cosa succede davvero.
Il contatore resta lo stesso, la luce e il gas non si interrompono
Cambiare fornitore è un'operazione commerciale, non tecnica. Cambia chi ti vende l'energia e chi ti manda la bolletta. Non cambiano il contatore, i tubi e i cavi: quelli appartengono al distributore della tua zona, che resta lo stesso.
Per questo non viene nessun tecnico a casa e non devi essere presente. Anche il codice della tua fornitura resta uguale: il POD per la luce, il PDR per il gas. La luce e il gas continuano ad arrivare come prima, anche nel giorno del passaggio.
Chi disdice il vecchio contratto
Non devi scrivere al vecchio fornitore. Secondo le regole di ARERA, l'Autorità che regola il settore, quando firmi il nuovo contratto dai al nuovo venditore il mandato di recedere per tuo conto. Ci pensa lui a chiudere il contratto vecchio.
Dal vecchio fornitore riceverai un'ultima bolletta. Contiene i consumi fino al giorno del passaggio e chiude i conti. Se avevi versato un deposito cauzionale, va restituito.
Quanto ci vuole
Con la delibera 58/2026 ARERA ha riformato il cambio fornitore della luce. Per le famiglie che non hanno bollette non pagate, la procedura tecnica dura 24 ore di un giorno lavorativo. Tutto il cambio si chiude comunque entro tre settimane. Il gas è rimasto fuori da questa riforma.
La data da cui parte la nuova fornitura te la indica il nuovo venditore nel contratto. Fino a quel giorno continui a pagare il fornitore di prima, alle sue condizioni.
Quanto costa
Il passaggio in sé non ha costi. Ci sono però tre cose da guardare prima di firmare.
Gli oneri di recesso anticipato. Per la luce ARERA consente al vecchio venditore di chiederli solo nei contratti con un prezzo fisso. E solo se erano scritti chiaramente nel contratto che avevi firmato. Se il tuo prezzo fisso non è ancora scaduto, controlla.
I costi per i casi particolari. Alcune offerte prevedono un costo solo in casi specifici, per esempio l'attivazione di un contatore nuovo o la voltura fatta insieme al cambio di fornitore. Non riguardano il semplice cambio di fornitore. Se ci sono, sono scritti nella scheda dell'offerta: leggila prima di firmare.
Le condizioni dello sconto. Molti prezzi sono già scontati, ma solo se paghi con l'addebito in conto o ricevi la bolletta via email. Se la condizione cade, lo sconto si perde.
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Cosa ti serve
Ti bastano l'ultima bolletta e pochi dati:
- il codice POD per la luce o il codice PDR per il gas, che trovi in bolletta;
- nome, codice fiscale e un documento d'identità dell'intestatario;
- l'indirizzo della fornitura;
- l'IBAN, se scegli l'addebito in conto.
Dalla bolletta si leggono anche i tuoi consumi annui. Sono il numero che serve per capire quale offerta ti fa spendere meno.
Se ci ripensi
Se firmi a distanza, al telefono o online, o fuori dai negozi del venditore, hai almeno 14 giorni per ripensarci. È il diritto di ripensamento del Codice del consumo, e alcuni venditori concedono di più. Non devi spiegare perché e non paghi niente.
Le chiamate da cui guardarsi
ARERA non vende contratti. Chi ti chiama a suo nome per proporti un'offerta non è ARERA. Diffida anche di chi ti dice che il tuo contratto «scade» e devi firmare subito per non restare senza luce. Non è vero: nessuno ti lascia al buio perché non hai scelto un'offerta.
Prima di dire sì al telefono, chiedi che ti mandino le condizioni scritte. E confrontale con la tua bolletta.
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Fonti
- ARERA — Deliberazione 58/2026/R/eel: riforma del processo di cambio fornitore nel settore elettrico
- ARERA — Deliberazione 302/2016/R/com: modalità e tempistiche del recesso dai contratti di fornitura
- ARERA — Scheda tecnica della deliberazione 250/2023/R/com: oneri di recesso anticipato e rinnovo delle condizioni economiche