Bolletta della luce: le voci da guardare per capire se paghi troppo
Pubblicato il venerdì 9 ottobre 2026 · di ConfrontaPro
Per capire se la tua bolletta della luce è troppo cara non basta guardare il totale: devi guardare le singole voci. Soprattutto devi guardare quella che dipende dal tuo contratto. Sono quattro: spesa per la materia energia, spesa per il trasporto e la gestione del contatore, spesa per oneri di sistema e imposte. Se ne parla adesso perché il PUN, il prezzo all'ingrosso dell'energia, a settembre 2026 ha avuto una media di 207,54 €/MWh, quasi il doppio di un anno prima.
Le quattro voci della bolletta della luce: solo una dipende da te
ARERA è l'Autorità che regola il settore. Elenca quattro voci di spesa presenti in tutte le bollette, ma non pesano allo stesso modo sulla tua scelta.
La spesa per la materia energia è quello che paghi al venditore per l'energia e per il suo servizio. È la parte che cambia da un'offerta all'altra.
Poi ci sono il trasporto con la gestione del contatore e gli oneri di sistema. Secondo ARERA queste voci non dipendono dal contratto che hai firmato. Le paghi allo stesso modo con qualunque venditore. Le imposte, infine, comprendono accise e IVA.
E quindi? Quando confronti due offerte, la partita si gioca sulla materia energia. Il resto lo paghi comunque. Cambiare venditore non abbassa la parte di rete e oneri: abbassa, se scegli bene, la parte energia.
Quanto pesa oggi l'energia nella tua bolletta
Ti serve un riferimento ufficiale. Dal 1° ottobre 2026 ARERA ha fissato un prezzo di 43,43 centesimi per kWh, tasse incluse, per i circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora in Maggior Tutela. Di questi, 27,64 centesimi, cioè il 63,7%, sono costi di acquisto dell'energia. Rete e oneri sono rimasti invariati rispetto al trimestre prima. Eppure per il cliente tipo vulnerabile la bolletta sale del 37,3%. Secondo ARERA la causa sono i costi di acquisto, che riflettono le attese di crescita del PUN.
Il PUN è il prezzo all'ingrosso dell'elettricità in Italia. A settembre 2026 la media è stata 207,54 €/MWh, cioè 0,208 €/kWh. Un anno fa, a settembre 2025, la media era 110,38 €/MWh, cioè 0,110 €/kWh. Ad agosto 2026 era 180,00 €/MWh, a febbraio 114,41. Il valore di ogni giorno lo trovi nella pagina PUN oggi.
Prendiamo una famiglia che consuma 2.700 kWh l'anno, cioè 225 kWh al mese. Vediamo quanto cambia la sola componente energia all'ingrosso:
(0,2075 − 0,1104) €/kWh × 225 kWh = circa 22 € in più al mese; × 2.700 kWh = circa 262 € in più l'anno.
Attenzione: è solo la parte energia all'ingrosso. La bolletta vera aggiunge rete, oneri, imposte e i costi del venditore. Con un'offerta indicizzata al PUN questo movimento lo senti subito. Con un prezzo fisso sei protetto fino alla scadenza. Dopo, le nuove condizioni te le propone il venditore. Sai quando scade il tuo prezzo?
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Il totale non ti dice se stai pagando troppo
Una bolletta alta non vuol dire per forza un prezzo alto. Una bolletta bassa non vuol dire per forza un buon contratto. Il totale dipende da quanto consumi e dal periodo fatturato. Può contenere anche ricalcoli di bollette passate. Quello che conta è il prezzo unitario, cioè quanto paghi ogni kWh.
Un primo controllo lo fai in un minuto. Dividi il totale della bolletta per i kWh consumati nel periodo. Ottieni il tuo costo medio al kWh, tutto compreso. Mettilo accanto ai 43,43 centesimi del riferimento ARERA. Non è un tetto e non vale per tutti: se consumi poco, le quote fisse pesano di più e il costo medio sale. Ma se sei molto sopra, vale la pena guardare meglio.
Le voci della bolletta da guardare, una per una
Dal 1° luglio 2025 le bollette hanno un formato uguale per tutti, stabilito da ARERA. Così trovi più in fretta quello che ti serve.
Lo scontrino dell'energia. È in seconda pagina. Mostra il conto come quantità × prezzo medio = importo. Separa la quota consumi, che dipende da quanto usi, dalla quota fissa, che paghi anche senza consumare. Per ognuna distingue la parte del venditore da quella per rete e oneri. Guarda la parte del venditore: è quella su cui puoi intervenire.
Il box dell'offerta. Sta anche lui in seconda pagina e riepiloga le principali condizioni del tuo contratto. Qui capisci che tipo di offerta hai firmato.
La quota fissa del venditore. La paghi anche a consumi zero. Due offerte con lo stesso prezzo al kWh possono costare in modo diverso proprio per questa voce.
La quota potenza. È l'importo legato ai kW impegnati del contatore, e la paghi anche senza consumi. In bolletta trovi lo storico della potenza massima prelevata. Se resti sempre molto sotto la potenza impegnata, chiediti se ti serve davvero tutta.
La residenza. Secondo ARERA, la quota fissa degli oneri di sistema non si applica alle abitazioni di residenza anagrafica. Se vivi lì, controlla che la fornitura risulti come residente.
Ricalcoli e altre partite. Compaiono quando vengono ricalcolati importi di bollette precedenti, per esempio dopo una lettura sbagliata del contatore. Se le trovi, leggi la causale.
Gli elementi di dettaglio. È il documento con il calcolo di ogni componente e il suo prezzo unitario. Se non è allegato, lo apri con il QR code o il link vicino allo scontrino.
Come confrontare la tua offerta senza sbagliare
Ti servono tre dati: i consumi annui in kWh, il prezzo al kWh della materia energia e la quota fissa del venditore. In bolletta trovi i consumi degli ultimi 12 mesi. Lo storico completo, con potenza e fasce orarie, è sul Portale Consumi di ARERA, con accesso tramite SPID o CIE.
Poi confronta le offerte a parità di consumi, mai a parità di totale. E guarda per quanto tempo vale il prezzo, non solo quanto costa oggi.
Il totale ti dice quanto spendi. Il prezzo al kWh ti dice se spendi troppo. Con il PUN a questi livelli, ogni mese con l'offerta sbagliata ha un costo: prendi l'ultima bolletta e controllala oggi.
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