Bolletta del gas: le voci da guardare per capire se paghi troppo
Pubblicato il venerdì 9 ottobre 2026 · di ConfrontaPro
Per capire se la bolletta del gas è troppo cara non basta guardare il totale. Devi guardare le voci, e soprattutto quella che dipende dal tuo contratto. Se ne parla adesso perché il PSV, il prezzo all'ingrosso del gas in Italia, a settembre 2026 ha avuto una media di 0,8374 €/Smc. Un anno prima, a settembre 2025, era 0,3691 €/Smc: oggi è più del doppio.
Le quattro voci della bolletta del gas: solo una dipende da te
ARERA è l'Autorità che regola il settore. Divide la bolletta del gas in quattro voci di spesa: la materia gas naturale, il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte.
La spesa per la materia gas naturale è quello che paghi al venditore per il gas e per le sue attività. È la parte che cambia da un'offerta all'altra.
Il trasporto e la gestione del contatore pagano le attività che portano il gas fino a casa tua. Gli oneri di sistema coprono costi di interesse generale del sistema gas, e secondo ARERA li pagano tutti i clienti. Queste due voci non le scegli tu: le trovi con qualunque venditore.
Le imposte sono tre: l'accisa, l'addizionale regionale e l'IVA. L'accisa si paga sul gas consumato e sale a scaglioni oltre certe soglie di consumo annuo. L'addizionale regionale la stabilisce ogni regione. Per gli usi civili, secondo la guida di ARERA, l'IVA è al 10% sui primi 480 metri cubi l'anno e al 22% sugli altri consumi e sulle quote fisse.
E quindi? Quando confronti due offerte, la partita si gioca sulla materia gas. Il resto lo paghi comunque.
Metri cubi e Smc: perché i numeri non tornano col contatore
Il contatore conta il gas in metri cubi. La bolletta invece lo fattura in Smc, gli standard metri cubi. Uno Smc è la quantità di gas contenuta in un metro cubo a 15 °C e alla pressione atmosferica standard, 1.013,25 millibar.
Per passare dai metri cubi agli Smc si moltiplica per il coefficiente C. ARERA lo definisce per ogni località. Per questo i metri cubi che leggi sul contatore e gli Smc della bolletta possono non coincidere. Non è un errore: è la conversione.
Quanto pesa oggi la materia gas
Il PSV è il riferimento delle offerte gas a prezzo variabile. Nel 2026 è cresciuto molto: la media è stata 0,3731 €/Smc a febbraio, 0,5003 a giugno, 0,6885 ad agosto e 0,8374 a settembre. Il valore di ogni giorno lo trovi nella pagina PSV oggi.
Lo conferma ARERA per i circa 2,3 milioni di clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità. Per settembre 2026 ha fissato il prezzo della sola materia prima a 78,80 €/MWh. Secondo ARERA la spesa del loro utente tipo è aumentata del 12,7% rispetto ad agosto.
Prendiamo una famiglia che consuma 1.400 Smc l'anno. Vediamo quanto cambia la sola materia gas all'ingrosso rispetto a un anno fa:
(0,8374 − 0,3691) €/Smc × 1.400 Smc = circa 656 € in più l'anno.
Attenzione: il gas non si consuma in modo uniforme. Gran parte dei consumi cade d'inverno, con il riscaldamento. Quei 656 € non arrivano in parti uguali: pesano di più sulle bollette dei mesi freddi. Ed è solo la parte all'ingrosso: la bolletta vera aggiunge il prezzo del venditore, la rete, gli oneri e le imposte.
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Il tuo prezzo al Smc, in un minuto
Dividi il totale della bolletta per gli Smc fatturati nel periodo. Ottieni quanto ti costa ogni Smc, tutto compreso. È un primo controllo, non un verdetto. Se consumi poco, le quote fisse pesano di più e il costo medio sale. Se nel periodo ci sono ricalcoli, il conto si sporca.
Per confrontare le offerte serve un numero più pulito. Ti servono il prezzo della sola materia gas al Smc e la quota fissa del venditore in euro l'anno. Li trovi negli elementi di dettaglio della bolletta e nel riepilogo della tua offerta.
Le voci della bolletta da guardare, una per una
Lo scontrino dell'energia. Riassume il conto come quantità × prezzo medio = importo. Separa la quota consumi dalla quota fissa. Per ognuna distingue la parte del venditore da quella per rete e oneri. Guarda la parte del venditore: è quella su cui puoi intervenire.
La quota fissa. Secondo ARERA è la parte del prezzo, in euro l'anno, che si paga per avere un punto di consegna attivo, anche senza consumare. Due offerte con lo stesso prezzo al Smc possono costare in modo diverso proprio per questa voce.
Letture effettive o stimate. Nel riepilogo dei consumi trovi se la bolletta si basa su una lettura vera del contatore o su una stima. Con le stime puoi pagare troppo, oppure troppo poco e poi recuperare tutto in una volta. Se il venditore la prevede, l'autolettura aiuta.
Ricalcoli. Secondo ARERA questa voce compare quando vengono ricalcolati importi già pagati in bollette precedenti. Succede, per esempio, dopo un errore nel dato di lettura o un contatore che non funzionava. Se la trovi, leggi la causale.
Altre partite. Sono importi che non riguardano il gas consumato: interessi di mora, deposito cauzionale, indennizzi automatici.
Bonus sociale. Se ti è riconosciuto, lo trovi come voce a parte, con l'importo accreditato.
Come confrontare la tua offerta senza sbagliare
Ti servono tre dati: i consumi annui in Smc, il prezzo al Smc della materia gas e la quota fissa del venditore. Confronta le offerte a parità di consumi, mai a parità di totale. E guarda per quanto tempo vale il prezzo. Un prezzo fisso ti protegge fino alla scadenza; uno variabile segue il PSV mese per mese.
Con il PSV a questi livelli e l'inverno davanti, la bolletta del gas è quella da controllare per prima.
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